La vicenda è da considerarsi ufficialmente conclusa: la nave a quasi 500 metri di profondità sui fondali di Cetraro non è il Cunsky carico di rifiuti radioattivi; non ci sono più neanche i bidoni filmati a Settembre!
Dunque il caso è da considerarsi chiuso: non è giudicato attendibile il racconto del pentito di ‘ndrangeta, Francesco Fonti, che aveva rivelato come l’imbarcazione fosse stata affondata in seguito ad un patto fra mafia e servizi segreti per lo smaltimento di rifiuti radioattivi.
Le immagini girate in settembre dal robot subacqueo inviato dalla regione Calabria mostravano dei bidoni nella stiva del relitto di Cetraro. Lo stesso relitto venne immediatamente e senza alcun dubbio identificato come una nave cargo a doppia stiva (stessa tipologia del Cunsky).
Sulla base delle ispezioni sonar e delle riprese video effettuate nei giorni scorsi dalla nave Mare Oceano inviata a Cetraro dal ministro dell’Ambiente risulta che il relitto non corrisponde alle dimensioni e alle caratteristiche del Cunsky.
Lo stesso è stato identificato come la nave passeggeri Catania, affondata durante la Prima guerra mondiale. Dicono che nelle immagini riprese dalle apparecchiature inviate sott’acqua si legga anche il nome della nave sulla fiancata.
Ora guardate questo video:
Il servizio è stato girato a metà settembre dopo che il robot subacqueo inviato dalla regione Calabria ha filmato per primo il relitto.
“Chi ha visto le immagini con attenzione non ha dubbi, è una nave cargo a doppia stiva“.
Lo stesso assessore regionale all’Ambiente Greco aggiunse che, viste le caratteristiche dello scafo, la nave doveva esser stata costruita attorno al 1950.
Una bella discrepanza fra i risultati delle due esplorazioni, non trovate? E poi i bidoni dove sono finiti ?
Ora dicono che la stiva del relitto è vuota; quelli che sembravano bidoni sono in realtà prese d’aria cilindriche che spuntano dal ponte.
Il servizio di settembre invece documentava, con immagini che non sono state diffuse, come i bidoni nella stiva ci sono eccome. Anche il procuratore capo di Paola, Bruno Giordano, aveva parlato di bidoni ripresi all’interno della stiva.
Non solo, secondo Giordano, quei fusti (altro che prese d’aria!) erano i contenitori usati negli Anni Ottanta e Novanta per il trasporto di rifiuti speciali, tossici o radioattivi.
Viviamo in un Paese pieno di misteri e depistaggi, di verità accuratamente nascoste, di indagini a cui vengono messi i bastoni fra le ruote.
Il pentito, Francesco Fonti,(ora definito inattendibile) ha parlato di un patto fra mafia e servizi segreti per affondare, assieme alle navi, carichi di rifiuti tossici e radioattivi: materiali provenienti addirittura dall’Enea e dall’Eni.
Insomma grandi interessi economici in gioco e una gravissima complicità delle istituzioni.
In molti hanno interesse a chiudere questa vicenda il prima possibile, senza che si faccia ancora rumore , senza che si parli di Natale De Grazia, di Ilaria Alpi ,di Miran Hrovatin.
Noi giovani IdV di Cosenza vogliamo che l’attenzione dell’opinione pubblica su questi temi rimanga alta e si continui ad indagare sulle cosiddette “navi a perdere”.
Noi faremo del nostro meglio per evitare che cali il sipario su questa vicenda, pretendiamo l’accertamento della verità affinchè la nave di Cetraro non venga ricordata come l’ennesimo mistero italiano.
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